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17 settembre 2007

La Casta in Italia: intervista a Gian Antonio Stella

La Casta in Italia:
intervista a Gian Antonio Stella

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Chi non sa oggi cos’è “La casta”? Chi non può non rabbrividire al leggere le circa 300 pagine che GianAntonio Stella e Sergio Rizzo, giornalisti del “Corriere della Sera”, che con il loro corrosivo libro, hanno detto che il Re era nudo? Un formidabile e documentatissimo volume, arricchito da tabelle e dati, che sguazza negli sprechi e nei privilegi delle istituzioni parlamentari e locali. Dai pozzi senza fondo della Sanità privata, alle comunità montane a poca distanza dal mare, non si guarda in faccia a nessuno. Anche perché, con questi –ahimè- chiari di luna per la politica e per i partiti, la faccia o è stata persa e malamente, oppure può essere scambiata per altro.
Abbiamo chiesto a GianAntonio Stella, co-autore del libro “La Casta” edito da Rizzoli, se è veramente così.


Dott.Stella, se la sentirebbe di fare un parallelo tra il suo libro “La Casta” e l’antipolitica alla Beppe Grillo?

Beppe Grillo è un mio amico e che Dio lo benedica. Porta l’insofferenza comune a tutti noi in questo periodo. Ma sul “V-Day” dico no: non sono d’accordo perché non tutti sono uguali. Come sul problema dell’evasione fiscale: prima pago. Poi mi lamento.

Insomma, i partiti servono ancora…

Certo. Io non sono per la distruzione dei partiti, architravi fondamentali del nostro Paese. Solo nelle dittature non ci sono i partiti o ci sono quelli unici come a Cuba. Se Grillo ha una soluzione diversa, aspetto…

C’è qualche motivo per cui “La Casta” è uscito con il centrosinistra al Governo?

Assolutamente no. Questa esplosione recente si è avuta con un generale concorso di colpe e gli ultimi colpi sono arrivati col governo Berlusconi.

Quante accuse di ipocrisia, da appartenente alla “casta” dei giornalisti, ha ricevuto dai politici?

Guardi che io sono per l’abolizione dell’ ordine dei giornalisti.
Io voglio rinunciare a questo privilegio. I politici vogliono rinunciare ai loro? Sono loro che hanno il potere di far le leggi, non i giornalisti.

Quali e quante altre caste ci sono in Italia?

La “casta” è una sola ed è quella dei politici. Poi ci sono le corporazioni: notai, architetti, farmacisti, benzinai, avvocati…
Il problema, purtroppo, è il “benaltrismo”: si sposta sempre il mirino del vero obiettivo che invece bisogna cogliere; perché i problemi sono sempre “ben altri…”. No. La politica è più “casta” di tutti gli altri, perché è la politica che, attraverso le leggi, decide per tutti noi.

Le riforme istituzionali di cui tanto si parla, possono bloccare il fenomeno “Casta”?

Riforme istituzionali che poi portano all’ abbassamento degli stipendi dei parlamentari? Mi pare poco utile. E’ meglio abolire province e comunità montane o accorpare comuni. Ma soprattutto i bilanci devono essere uguali per tutti: l’autonomia è da rispettare in ogni comunità. Ma tutte, dico tutte, le spese -dai quotidiani alle auto blu- devono essere obbligatoriamente portate a bilancio con le stesse modalità, uguali per tutti, al di là di ogni autonomia.


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permalink | inviato da lostonato il 17/9/2007 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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