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il blog di Giambattista Salis
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12 febbraio 2012

Ciao, "the Voice"

Ti ricordo con la canzone che mi piaceva di più. GB

 




permalink | inviato da Lo Stonato il 12/2/2012 alle 13:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

7 febbraio 2012

Anniversario di nascita di Charles Dickens

Oggi è l'anniversario della nascita di Charles Dickens. Ecco un ottimo link tratto da "La Stampa" di Torino.

Io "Olvier Twist" non l'ho mai sopportato. Spiace, ma è così. Troppo crudo e ti caricava di senso di colpa e peccato. Come quando lasci da mangiare sul piatto e la mamma ti rimprovera: "Era il più buono! Ma lo sai quanti bambini vorrebbero mangiare così?"

E per forza poi a 15 anni e mezzo diventi estremista. Poi ingrassi, poi dimagrisci, poi pasticci con i pasti. E quando torni da lavoro ingoieresti anche il piatto.

Pazienza, può capitare. Per poi rimediare (almeno credo...)

Mi ha impressionato vedere Gianni Alemanno con la pala in mano spalare la neve. Non tanto per il gesto o per lo sforzo. Ma per la battuta al vetriolo di un mio caro amico di sinistra. "Il sindaco di Roma invita i cittadini a collaborare per pulire le strade. E a usare anche le catene. Per fortuna ha ricordato che servono alle ruote delle auto".

Saluto Alfredo per la citazione e auguro buon martedì. GB




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6 febbraio 2012

Oggi è lunedì...

...e ho un sacco di cose da fare come ogni lunedì.

...e se oltre che a commentare usassi il blog anche come agenda? Appuntamenti, scadenze, orari. Magari in codice per quelli lavorativi, personali o del partito. Il che farebbero il 90% di questa "agenda". Per esempio, oggi rimarrebbe solo da scrivere "latte parz. screm." coem ho appena scritto nel foglietto che porterò con me.

Pallido sole, ma bella giornata. Aria frizzante adatta a preparare questa benedetta relazione/convegno che abbiamo in programma per marzo-aprile. Si discuterà di Autonomia e Lavoro. Pane e Libertà è la prima cosa che mi è venuta in mente. "Pane e Libertà" è un bel film sulla vita di Giiuseppe Di Vittorio, fondatore della CGIL. Sarebbe un bel colpo ottico presentarsi così. Lo proporrò alla prossima riunione.

...neve permettendo, ovvio. Qua a Nuoro c'è ancora qualche fiocco, sporadico, ma c'è. Quindi, occhio. Ma non tarderemo a mettere su questa iniziativa politica. Sperando che possa venire il maggior numero di persone.

Allora, per oggi sospendiamo l'idea della agenda. E usiamo questo spazio come bacheca. Ieri ho ripreso ed è già arrivato il primo commento di Gabri che ringrazio. e Saluto Chiara che nel suo sito ha lasciato ancora il mio indirizzo.

Ecco, al fogliettino bisognerà aggiungere un sms di ringraziamento per lei. GB




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5 febbraio 2012

La cosa migliore.

La cosa migliore dopo che non scrivi da un anno è riprendere a scrivere. Anzi, prima è meglio salutare e scusarsi per la lunga assenza. Poi scrivere; meglio. Riprendere a scrivere. Di tutto un pò. E pazienza se per adesso il blog non sarà curatissimo, lo condirò meglio dopo. La cosa importatnte è sapere che cliccando i tasti per comporre le parole da scrivere, queste escono via tranquille e leggere come le bollicine della Coca Cola. ...occhio alla punteggiatura: è sempre stato il mio tallone d'Achille. ...e dato che ci sono, benvenuto anche a te, piccolo Achille. Buona vita, ragazzo mio; la meriti e te la auguro di cuore. Prenderò come "recinto" per scrivere il rettangolo bianco che si apre quando si entra nel blog. Piano piano riprenderò confidenza con le misure dei caratteri, l'interlinea, lo stile, il formato. I link mi ricordo ancora come si "linkano", anche se spero di imparare a mettere più video. Sono le 23.44 di domenica 5 febbraio 2012. Ho scritto il mio primo post da una postazione internet comune, ora riprendo dal mio PC. Ora posso farlo anche dal mio cellulare; ma son poltrone e ancora non ho letto come si fa. Ero all'Università e ora ho la laurea quando scrivevo nel blog molto assiduamente. Ora sono Dottore in Giurisprudenza e ho un lavoro. Nuovo, dato che il precedente l'ho perso.

Devo andare a capo più spesso, ora che mi viene in mente. Tranne qualche refuso, spero di non cancellare mai i post che scriverò. Qualche volta mi è successo, spero non accada più. Sono quasi arrivato alla fine del "recinto", alla fine del rettangolo e voglio inventarmi qualcosa da mettere giù per chiudere subito il post e vedere come compare con la scritta nuova, con l'anno nuovo che campeggia e sempre con Paperino all'erta e vigile per vedere che succede.

Sono davvero contento di avere ripreso a scrivere e spero davvero di riprendere a farlo ogni giorno. Ciao a tutti! GB




permalink | inviato da Lo Stonato il 5/2/2012 alle 23:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

15 gennaio 2010

Primarie on-line

Primarie on-line.

Roma - Troppi dipendenti su Facebook anziché lavorare. E il Pd lo oscura. E' successo questa mattina nella sede nazionale del Pd, in via Sant'Andrea delle Fratte, dove per diverse ore è stato sospeso il collegamento al social network in tutti i computer. La curiosa novità è scattata proprio questa mattina, come hanno potuto riscontrare i dipendenti che hanno tentato di accedere al più grande social network del mondo, sul quale Obama ha impostato la propria campagna elettorale.

Il black out nella sede del partito L’oscuramento di Facebook, se da una parte ha impedito ai dipendenti di passare troppo tempo sul proprio profilo, dall’altra ha messo in difficoltà alcuni dirigenti e parlamentari. Questi ultimi, infatti, impegnati in aula o nelle attività di partito, fanno aggiornare il proprio profilo proprio dai collaboratori che lavorano nella sede di via Sant'Andrea delle Fratte.

Oscurato per poche ore Il black out è durato solo poche ore l’oscuramento del social network. La chiusura era stata disposta dal momento che troppi dipendenti lo usavano invece di lavorare. All’ora di pranzo c’è stato però un ripensamento, come si è appreso attraverso l’ufficio stampa: "La chiusura è stata una scelta fatta dal partito in senso troppo aziendale perché non si è tenuto conto che Facebook è anche uno strumento di lavoro per i politici e per tutta la struttura".

Stanno facendo le primarie per decidere chi avrà la password.
Lo Stonato



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permalink | inviato da Lo Stonato il 15/1/2010 alle 16:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

15 gennaio 2010

...beh, eccezionale: Coccodè. Coltivava marijuana, ma per le galline

A Pergine Valsugana, in provincia di Trento
Coltivava marijuana, ma per le galline
Denunciato un contadino di 82 anni. Il legale: non è un appassionato di droghe, si tratta di una vecchia usanza

TRENTO - Coltivava marijuana nel suo orto, ma era destinata alle galline. Si è difeso così un contadino di 82 anni di Pergine Valsugana (Trento), denunciato e finito sotto processo. La difesa vuole dimostrare che l'anziano non è un appassionato di sostanze stupefacenti e che «coltivava le piante per dare da mangiare alle galline», usando la cannabis sativa (canapa), come si faceva una volta nelle valli trentine, sia come fibra al posto del cotone, sia come antiparassitario biologico, sia come mangime per gli animali da cortile.

DISCIPLINA RIGIDA - Il caso - sottolinea il quotidiano L'Adige che riporta la notizia - è problematico dal punto di vista penale perché vi è una rigida disciplina in materia, che non distingue tra chi coltiva cannabis per usi legati all'assunzione di stupefacenti e chi lo fa per motivi analoghi a quelli del contadino trentino o per scopi scientifici. A denunciare la presenza sospetta della pianta illegale coltivata vicino a insalata e pomodori è stato un vicino, che ha segnalato il caso alla Guardia di Finanza: dopo il sopralluogo il fatto è stato segnalato all'autorità giudiziaria.


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15 gennaio 2010

Di Pietro : pronto un dossier contro di me

«Lo scopo e' operare una falsa rivisitazione storica degli anni di Mani Pulite»
Di Pietro : pronto un dossier contro di me, mi accusano di essere al soldo della Cia.
Il leader Idv: «Un personaggio sta offrendo a buon mercato 12 foto di me con Mori e Contrada»


MILANO - Stanno preparando un dossier contro di me. E' l'accusa lanciata dal leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. «Da giorni si aggira per le redazioni dei giornali e nel circuito politico della Capitale uno strano personaggio che sta offrendo a buon mercato un dossier di 12 foto che mi ritrarrebbero insieme indovinate a chi? No, niente escort. I miei interlocutori sarebbero, anzi sono, il colonnello dei carabinieri Mori ed il questore della polizia di Stato Contrada. Insieme a loro nella foto ci sarebbero anche alcuni funzionari dei servizi segreti» spiega Di Pietro che, dal suo blog, aggiunge che «naturalmente un acquirente si è subito fatto avanti: il solito quotidiano che, pur di buttare fango sul sottoscritto, acquista qualunque cosa, anche a prezzi esorbitanti, costi che poi si sommeranno a quelli che dovrà pagare per la querela che farò, e che si aggiungerà alla denuncia che ho già provveduto a depositare alla magistratura, perchè questa volta sono venuto a conoscenza per tempo della trappola».

COPIONE GIA' VISTO - «Il copione - dice il leader Idv - si sta per ripetere anche questa volta, come per tutte le fasi elettorali precedenti. Questa volta il «bidone» che il solito giornale sta costruendo è davvero sporco e squallido: quello di voler far credere, utilizzando alcune foto del tutto neutre, che io sia o sia stato al soldo dei servizi segreti deviati e della CIA per abbattere la Prima Repubblica perchè così volevano gli americani e la mafia. Certo che ce ne vuole di fantasia... e anche di arroganza per ritenere che gli italiani siano tutti così allocchi da bersi una panzana del genere». «Vi anticipiamo il giochino che stanno mettendo in piedi», dice Di Pietro che si riferisce agli scatti che lo riguarderebbero rivelando che «ne hanno acquistate 4 di foto e, prima delle elezioni, le pubblicheranno. Questi scatti dovrebbero servire per veicolare il seguente teorema: siccome Mori è finito indagato per la nota vicenda delle agende rosse e Contrada è stato condannato per fatti di mafia, Di Pietro ha avuto a che fare, pure lui, con queste vicende. Siccome poi c'erano anche funzionari dei Servizi insieme a costoro, vuol dire che Di Pietro stava macchinando con qualche potenza straniera, se non addirittura con la mafia». «La verità, ovviamente, è molto più lineare e banale: all'epoca io ero un magistrato inquirente che svolgeva le indagini, chiedeva arresti e poi li faceva eseguire. Indovinate da chi? dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato, ovviamente, ed anche dalla Guardia di Finanza. Il colonnello Mori e il questore Contrada erano appunto esponenti di primo piano dei predetti organi ed è sicuramente capitato, anche se io ora, a distanza di quasi vent'anni, non ricordo tutte le circostanze, che a volte abbia chiesto anche agli Uffici da loro diretti, oltre ad una miriade di altri, di svolgere accertamenti e di eseguire provvedimenti».

IL COMPLOTTO - E allora, aggiunge Di Pietro «magari sarà pure capitato che, nelle pause di lavoro, mi sia fermato a mangiare o a bere un caffè con loro, anche per approfondire meglio il lavoro. E allora? Dove sarebbe lo scandalo? Interloquire con un questore o con un colonnello dei carabinieri addetti alle investigazioni è il minimo che poteva, e può, fare un magistrato che, come me, stava svolgendo le indagini di Mani Pulite. Non potevo certo sapere - osserva il leader Idv - i guai che sarebbero loro capitati anni dopo. Essi all'epoca erano solo servitori dello Stato, non delinquenti». «E invece, ancora una volta, si sta tentando di costruire una bufala, grazie ai soliti prezzolati denigratori di professione del solito organo di informazione. Lo scopo è evidente ed è il consueto ritornello: screditare me e l'Italia dei Valori durante la campagna elettorale e, soprattutto, operare una falsa rivisitazione storica degli anni di Tangentopoli e di Mani Pulite nel tentativo di far credere che all'epoca non ci fosse una classe politica corrotta, ma una magistratura militante, al soldo di qualcuno». «Sì, proprio al "soldo" perchè si vorrebbe far credere che, in cambio del servizio reso, queste fantomatiche potenze straniere avrebbero poi versato ingenti somme di denaro in conti correnti esteri, sparsi fra gli Stati Uniti e addirittura la Nuova Zelanda. Sembra un film di fantascienza - osserva l'ex pm - ma la fantasia distorta non ha mai fine e, d'altronde, basta lanciare una balla nell'iperspazio dell'informazione e il piatto è servito! La falsa equazione è semplice: Mani Pulite è stato un bluff, una trappola, Di Pietro era un uomo dei servizi, i politici corrotti non sono mai esistiti, è tutto un imbroglio. L'obiettivo è ancora più evidente: riscrivere la storia di ieri per oscurare la continuità, ancora esistente, fra la classe politica corrotta di allora e quella ancora più corrotta e sfacciata di oggi. Anche i finti e gli ipocriti festeggiamenti per Craxi, che oggi gli tributano soprattutto quelli che ieri lo criticavano e lo tradirono, sono funzionali allo scopo». La chiusa del post è in stile borrelliano: «Ma noi "resisteremo, resisteremo, resisteremo". L'amore per la democrazia e la difesa della Costituzione ce lo impongono!».



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15 gennaio 2010

Lucci vale da solo il biglietto per le Iene

Lucci vale da solo il biglietto per le Iene


L’espediente retorico di Enrico è di fingere di non capire

Enrico Lucci da solo vale il biglietto che si paga per vedere le Iene (Italia 1, mercoledì, ore 21.10). Biglietto simbolico, s’intende, fatto di interruzioni pubblicitarie, di osservazioni di Rino Gattuso sulla Lega, di ritardi sulla nomina del difensore civico a Roma. Biglietto più che simbolico, visto che i filmati delle Iene sono poi tutti visibili su Mediaset.it. Lucci ci ha offerto due servizi: uno sulla moda vincente di Lapo e l’altro sul no al pizzo degli imprenditori calabresi. Il primo è da incorniciare, «una grande conferenza stampa per iniziare il 2010», un inno alla creatività, un trattato di filosofia del marketing.

L’espediente retorico di Lucci è di fingere di non capire: più Lapo si avventura nelle descrizioni sul futuro della moda, «sul nuovo decennio da affrontare alla grande», più Lucci esprime sconcerto, fa il pignolo, chiede spiegazioni e precisazioni. Sulla cravatta in maglia «però mimetica», sulla «sciarpa camouflage» (siamo sempre nel mimetico), sulle asole molto larghe e sulla sciarpa zebrata, sulla felpa «capuche» (una felpa col cappuccio). Lapo mi ricorda molto una mia vecchia zia che si era fatta un collo di pelliccia con pelli di coniglio e diceva di avere un cappotto di lapin. Lucci non tratta mai Lapo-Lapin con malanimo. Nemmeno quando gli ricorda che è stato lui il primo a lanciare la moda dei trans, ben prima di Marrazzo.

Il secondo servizio è uno spot contro il pizzo, roba seria. Alcuni imprenditori calabresi che si rifiutano di pagare il pizzo si prestano a questa campagna di civiltà, speriamo più efficace di molte prediche. Sì, perché a costo di ripeterci, da un po’ di tempo Le iene hanno assunto un tono predicatorio, fanno servizi sempre con il ditino alzato. Poi, quando devono testimoniare solidarietà alle truccatrici e alle sarte di Mediaset che rischiano il posto di lavoro, se la cavano con una frettolosa e volgarotta gag.

Aldo Grasso
15 gennaio 2010


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13 dicembre 2009

Da leggere. Entrambi.

Palla lunga e pedalare. Il tutto grazie a Roberto e a Roberto.



E senza dimenticare Enrico.



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13 dicembre 2009

Libertà di stampa

La libertà di stampa è ancora in pericolo?


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12 dicembre 2009

Shopping.

E' sempre un attimo acquisto.

 


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11 dicembre 2009

...e poveri noi. Che si fa sempre leggere. Troppo.

...e poveri noi. Che si fa sempre leggere. Troppo.


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11 dicembre 2009

...beati loro. Che leggono tanto.

Beati loro che leggono tanto.


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11 dicembre 2009

Beh... FINALMENTE! RAIDUE: DA LUNEDI' 14 TORNA IL TOPO GIORNALISTA GERONIMO STILTON

RAIDUE: DA LUNEDI' 14 TORNA IL TOPO GIORNALISTA GERONIMO STILTON

(AGI) - Roma, 11 dic. - Visto il successo di ascolti, torna subito in onda da lunedi' 14 dicembre, sempre su Raidue, la serie animata 'Geronimo Stilton'.

I piccoli fan del topo giornalista piu' famoso del mondo potranno seguire le sue divertenti avventure anche durante tutto il periodo natalizio e poi ancora piu' avanti, il lunedi', mercoledi' e venerdi' alle 7,30 circa. La serie, prodotta da Atlantyca Entertainment e MoonScoop Group con la partecipazione di Rai Fiction e M6, ha registrato nel suo primo passaggio in tv uno share di quasi il 10 per cento e un ascolto medio di oltre 530mila spettatori.

Basati sull'omonima collana di libri per bambini pubblicata in Italia da Edizioni Piemme, divenuta in pochi anni un successo mondiale, i 26 episodi da 22 minuti del cartone animato si concentrano sulla vita e le avventure del famosissimo topo a capo dello Stilton Media Group, gruppo mediatico che ha al suo interno una televisione, un giornale (l'Eco del Roditore, il quotidiano piu' famoso dell'Isola dei Topi) e anche un blog.

Tutte storie nuove e non semplici adattamenti, tranne due episodi ("La mummia senza nome" e "Giu' le zampe, faccia di fontina!") che sono liberamente ispirate ai libri. La serie e' realizzata con la tecnica dell'animazione tradizionale prodotta in alta definizione (HD), il target e' quello dai 6 agli 11 anni; regia Guy Vasilovich. (AGI)


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11 dicembre 2009

Ritornato

Arieccomi, dopo tanto tempo. Sempre fuori per lavoro. O qualcosa che gli somiglia abbastanza. Non si alzano tutte queste palanche, tranquilli e sereni. Ma sempre meglio che stare fermi. Questo piccolo blog -oramai ai box da un annetto- pare piaccia in giro. E qualcuno si è anche preso l'ardire di farmi scrivere davvero. Peggio per lui, meglio per me e spero anche per voi. Da qui l'assenza. Il 2010 porterà molte novità, anche per il blog che assumerà nuova forma, quasi professionale. Ma senza spaventare nessuno. Diciamo che sarà l'ennesimo esperimento. Sperando di non diventare verde fosforescente, ci si risente presto.

GB


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25 agosto 2009

Ci sono ancora...

Non sono sparito. Solo allontanato un attimo. Avevo bisogno di staccare.

Ho passato un periodaccio dopo che ho perso una mia amica su una strada maledetta.
Ho proseguito a leggere e scrivere e a non trovare lavoro.
Ho momentaneamente parcheggiato le prime due perchè ho trovato il terzo, benchè periodico, stagionale, estivo presso un hotel. Che terminerò presto per riprendere le prime due cose, sperando che possano portare al terzo di cui sopra.

Stanchezza, spossatezza, paura dell'abitudine, orizzonte troppo largo e poca concentrazione nel definire una meta da raggiungere. Sempre saputa, sempre voluta, ma con troppe poche risposte positive. Sia ben chiaro che non si molla: rimare valido il progetto della conferenza sulle morti bianche e non solo. Rimane l'impegno (molto sbadigliante) politico. Credo di non essermi perso nulla di importante. Escluse le polemiche pruriginose che fanno tanto "parrucchiera". Pazienza, c'è di peggio. Tipo non passare più sul blog a scrivere quattro righe e dire che ci sei ancora.

Ripartirò. Non so assolutamente quando e come (forse cambierò la piattaforma, ma non è detto) ma mi sono riposato abbastanza. A presto, quindi. Lo Stonato.


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6 aprile 2009

SENZA PAROLE

Abruzzo, Italia, 6 aprile 2009

(Ap)

(Ap)

L'Aquila, la Casa dello studente danneggiata nel terremoto (Ansa)

La disperazione di un uomo anziano tra le macerie di Onna (Ansa)

Una donna ferita (Reuters)

Malati e feriti all'ospedale (Ap)

L'Aquila (Ansa)

(Simeone)

(Simeone)

L'Aquila (Reuters)


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27 marzo 2009

NUOVI POST

NUOVI POST
(anche perchè scriverne di vecchi con questa assenza sarebbe stato difficile...)


Mentre si festeggia, vi lascio qualche commento scritto pochi giorni fa a chi mi ha chiesto un parere.
Forma e sostanza, teoria e prassi. Esattamente come diceva Marx.
Ma come ben sapete, io preferisco Mao.

...altrimenti che Stonato sarei, scusate?
A presto e grazie ancora per la pazienza. GB

( NB: QUANDO COMMENTERETE E NON VI APPARIRA' NULLA DI CIO' CHE AVETE SCRITTO, TRANQUILLI: NESSUN DIFETTO DI SISTEMA. PRIMA DOVRANNO ESSERE LETTI E APPROVATI DA ME. CHI PASSA SPESSO QUI -E CHE RINGRAZIO ANCORA- SA A COSA MI RIFERISCO.
GRAZIE PER LA PAZIENZA, ANCORA UNA VOLTA )


E’ Bossi “la nuova spina nel fianco”? La stessa espressione coniata per l’Udc Tabacci nella legislatura 2001/06, potrebbe essere usata anche per il Senatur. 

A Bossi sono arrivati i sondaggi: la Lega è scesa sotto il 10%, percentuale fissa fino a qualche tempo fa. Il Premier, con la scommessa Cappellacci in Sardegna stravinta su tutti i fronti (politico e mediatico),
ha tracciato un nuovo solco e la Lega non riesce più a dettare i temi come una volta. 

E allora perché non cercare una sponda nel Pd, che ha guadagnato un punto in queste ultime settimane, passando dal 22 al 23%? A Calderoli è bastato far passare qualche emendamento sul federalismo fiscale dei Democratici al Senato per tentare questa strada che ha due finalità: evitare il “sorpasso” dei dalemiani sul temi del Mezzogiorno e quello sul referendum per la riforma del federalismo che –ora come ora- vedrebbe
il Carroccio perdere. 

Perso Veltroni, Bossi si affranca dal Premier appoggiando le scelte economiche di Franceschini (che sanno di “populismo di sinistra alla Chavez” si lascia scappare qualche parlamentare del Pd in Transatlantico)
mentre Bersani dice che “l’idea è buona, ma deve essere agganciata alla lotta all’evasione fiscale”. Bersani che comunque pare non disdegni la Lega: “Il partito di Bossi ha sempre il progetto del federalismo in testa,
ma stando ben attento al territorio, ascoltando i sindaci”. 

Quindi, mentre il Pd cerca ancora di capire cosa è bene, alla vigilia del congresso fondativi del PdL, AN si prepara con le componenti
pro-Berlusconi (Gasparri e Landolfi) e quelle “finiane” (Meloni e Ronchi).
Alemanno impegnato nella amministrazione capitolina, pone il problema della rappresentatività, polemizzando con Bondi circa l’elezione per “acclamazione” del leader PdL. 

Per i detrattori la questione tattica per il partito della fiamma è il fatto che ancora non è stata rilasciata l’attesa carta di indentità dopo la svolta di Fiuggi, perciò si gioca ancora sulla personalità di Fini; e sui suoi numerosi strappi che affrancano l’eredità del MSI per una nuova destra di respiro europeo. 
(Appena respiro, ci scrivo qualcosa su, dato che la questione mi interessa)

Pd che rimane sempre confuso, PdL sicuro nonostante la crisi e la Lega che ha perso qualcosina, in attesa di capire bene le mosse di Casini
.





Quota 51%. Ecco a quanto punta il Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi. Già, ma come? 

Il Pd con Franceschini ha rosicchiato un punto e spiccioli, niente di preoccupante. Ma aver eliminato il Governo Ombra e aggredito la Tv (ci mancava solo che andasse a “Ballando con le stelle”) ha dato i suoi frutti. 

L’Italia dei Valori tenta un percorso tutto suo, fatto di populismo “descamisado”, contenuti aggressivi anche per lui in Tv e candidature accattivanti (vedi De Magistris).

La Lega punta senza troppa paura alla doppia cifra; altrimenti non si spiegherebbero i tanti interventi di Bossi in tutte le proposte di Berlusconi, che anche al “senatur” farebbero comodo (come il piano casa). 

E allora chi rimane in pista? Casini e l’Udc, “il cui elettorato è sempre stato di centrodestra –afferma sicuro il Cav.- ma il suo leader ha preferito essere primo in un piccolo villaggio che secondo in una grande città”.

Meno male che il buon Pier è cresciuto nella sagrestia della dossettiana Bologna, ha fatto suo il “birignao” del dialogo solidarista, ma senza cadere nel cattolicesimo tecnocratico di stampo prodiano. 

Peccato che molti ex Dc, ex Margherita e ora Pd cerchino l’aggancio con Casini; anzi, molti “travasi” stanno già avvenendo in periferia, pare proprio nella citata Bologna. Perché Bersani ha deciso di candidarsi alla guida del Pd e un richiamo all’ala sinistra del panorama politico sarà inevitabile.

E quindi? Come farà Berlusconi a convincere della bontà del progetto i suoi avversari di oggi, che si ritroverà come “vicini di casa” con Casini e poi, forse, alleati in un progetto di confederazione con lo scudocrociato come ha fatto intendere il Cav.?

A parte mettere Gianni Letta a tessere, il Presidente cosa potrà concedere, senza far infuriare Bossi e far pentire Fini? Il piano casa?
O la questione Rai?
Casini è interessato ad entrambe (il genero è il costruttore Caltagirone e a Viale Mazzini i suoi uomini hanno fatto perdere tempo più che potevano,
su tutte le nomine ancora in ballo).

Ma il dubbio di Pier è se tutti i movimenti di sottobosco possano tradursi in voti e se per riuscire ad avere qualche contropartita valga la pena ritornare sotto il cono d’ombra del Cav. Salvo che non riesca ad inventarsi all’ultimo minuto qualche idea che possa far davvero pensare a Berlusconi che ci vuole proprio lui per fare 51.


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permalink | inviato da lostonato il 27/3/2009 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

2 marzo 2009

"LIQUIDA" INTERVISTA "LO STONATO"

"LIQUIDA" INTERVISTA "LO STONATO"


Liquida Magazine: news, articoli e approfondimenti sulla e dalla Blogosfera


( NB: QUANDO COMMENTERETE E NON VI APPARIRA' NULLA DI CIO' CHE AVETE SCRITTO, TRANQUILLI: NESSUN DIFETTO DI SISTEMA. PRIMA DOVRANNO ESSERE LETTI E APPROVATI DA ME. CHI PASSA SPESSO QUI -E CHE RINGRAZIO ANCORA- SA A COSA MI RIFERISCO.
GRAZIE PER LA PAZIENZA, ANCORA UNA VOLTA )



Ebbene sì, capita anche questo. E magari a qualche visitatore che mi è poco gradito e per il quale ho preso questo provvedimento, la cosa darà fastidio. Come immagino ci sia stato qualcos'altro che gli abbia dato fastidio. Pazienza, la vita va avanti.

Fatto sta che QUA c'è la mia intervista su "Liquida". Strana e bella soddisfazione dopo avervi ripetuto della mia assenza e di passare a farvi visita quanto prima. Ma due post in poco tempo sono già l'inizio di qualcosa.

Oddio, non è necessario che salga ogni volta "alla ribalta" per farmi vivo, ma è uno stimolo in più insieme alle 50.000 e passa presenze del blog, nonostante gli impegni, nonostante lo studio, nonostante la laurea (a novembre, lo so bene, ma il ricordo è ancora splendido, fresco).

Ed è ancora una volta che vi dico grazie per la pazienza, i passaggi, i commenti e l'ispirazione. Non sono d'accordo con Riotta che ad un seminario meneghino sull'informazione disse che "i 6 miliardi di blog ridurranno a leggerci da noi solo le nostre "notizie" che noi ci scriviamo".

Ci sono notizie e notizie, lettori e lettori. Blog e blog. Qua ho sempre trovato il meglio. E l'intenzione è di ritornarci, come prima. Possibilmente senza farmici mandare...
Un abbraccio e a presto, LO STONATO

(ps: grazie a Letizia, come sempre, per tutto!)


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27 febbraio 2009

SFOGATOIO

SFOGATOIO


NB:
I COMMENTI DA OGGI VERRANNO CONTROLLATI PRIMA DI ESSERE PUBBLICATI. VOI DEL CANNOCCHIALE SAPETE COME FUNZIONA.

SARO' IO A CONTROLLARE E POI A DECIDERE. QUINDI QUANDO COMMENTERETE E NON VI APPARIRA' NULLA DI CIO' CHE AVETE SCRITTO, TRANQUILLI: NESSUN DIFETTO DI SISTEMA.

PRIMA DOVRANNO ESSERE LETTI E APPROVATI DA ME. CHI PASSA SPESSO QUI -E CHE RINGRAZIO ANCORA- SA A COSA MI RIFERISCO.

GRAZIE PER LA PAZIENZA, ANCORA UNA VOLTA.


Questa non è assenza, è perdita di ritmo. Incredibile pensare a quando mi sembrava di scocciarvi con tutti i miei passaggi... Ora c'è il lavoro, o meglio i lavori. O meglio, qualcosa che gli assomigliano. E ancora altri colloqui, altri curriculum e la settimana ti vola come niente.



Elezioni sarde, caso Englaro. Intercettazioni, ronde. Stuprri, economia, Obama. Politica.
Nulla, non ho più tempo per nulla, almeno come prima. Ero molto più ordinato quando ero incasinato con esami e tesi.



Ma prima avevo una "mission" come dico quelli bravi. Un traguardo, un obiettivo. Ora è tutto alla giornata. Bisogna essere veloci, rapidi, con poche lacune. Spostarsi, allenarsi a scrivere e parlare in determinati contesti. Essere pronti ai cambiamenti.



Insomma devo stravolgermi. Devo rimodularmi. Roba da rivoluzione antropologica. Guardo poco la Tv e questo è già tanto. Ma ora che ho a che fare con una nuova dimensione personale tutto sembra cambiato di poco, pochissimo. Escluso l'euro e qualcos'altro.



Vedevo una vecchia videocassetta dove registrai "Scarface" di Al Pacino. Alla fine c'era un tg del 1998. Siamo un paese invecchiato, che scopriamo senza struttura economica (anche senza la crisi) che non vuole ringiovanirsi. 



Facile detto da me che mi annoio facilmente di tutto. Urlare. Ecco cosa dovrei fare. Come quando da ragazzino sognavo la rivoluzione e ora cerco qualcosa che ancora non so bene cos’è. “…almeno passo a sfogarmi un po’ e a scrivere quattro righe”. Sì, ho anche pensato così.

Ma che vi dico? Che vi racconto? E’ sempre la solita solfa, la solita storiella in tutte le cose a cui siamo abituati in tutti le forme di comunicazione che ci circondano. Poca partecipazione. Ecco cosa credo sia il brutto. Niente dialogo e confronto. Decisioni rapide e concrete. 



Magari anche giuste, per carità. Ma manca un passaggio: riaffermare il dovere della curiosità, della voglia di scoprire, di confrontarsi. Nulla. Barricadieri fino all’ultimo, contro tutto e tutti. Sarò scemo e/o sognatore, ma io non ragiono così. Mai fatto.



Sarà che per anticonformismo sono sempre stato con chi era visto male, anche peggio. Eppure tentavo di rimanere sempre autonomo nel pensiero. Ci riesco ancora oggi, eccome. Ma è molto più faticoso. Tra un mese saranno 31 anni, mica si scherza.



Scusate lo sfogo, se di sfogo si tratta. ma ci voleva. Mi date un’altra possibilità? Mi tenete ancora nei vostri link? Io darò una seconda riordinata al blog, sperando che così possa riavere quella spinta a riscrivere. E soprattutto chi ha un po’ di tempo a disposizione, mi avvisi. Pago bene.

Un abbraccione e a presto, Lo Stonato


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9 febbraio 2009

Ciao Eluana



Guardaci (e sopportaci tutti) da lassù,
nuovo angelo.

Ciao Eluana.


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11 gennaio 2009

Ritorno, Auguri e a presto.

Ritorno, Auguri e a presto.

Ritorno abbastanza tardi qua nel blog. Non perchè non abbia niente da scrivere; anzi: la prima cosa che devo fare è renderVi e farVi gli auguri di buon anno. E anche di buone feste: fatte e ancora da fare per tutto il 2009.
L'assenza. La ricerca di lavoro dopo la laurea. Arrivo a stampare una decina di curriculum al giorno, che sparpaglio qua e là. Sono avvenuti i primi contatti: tutti interessanti e che spero possano aprire prospettive di lavoro.
Il mio veloce parere sulla crisi, dunque, tanto per dirVi che cosa ho capito io. La crisi c'è, eccome. Quella finanziaria, che si trascina su quella economica. Però, però, però.

Il mercato del lavoro in Italia funziona così: frequesti scuole che ti danno una preparazione generalista, fondamentali nelle sue basi, ma assolutamente inutile nella eventuale scelta del percorso univeristario. Figuratevi nella ricerca di un lavoro.

Stesso discorso per l'Università; si sceglie il percorso di studi che possa unire le proprie passioni alle richeste del mercato. Qualche volta si eccede in un primo senso o nel secondo. Col risultato che alla fine si creano comunque 30enni frustrati.
Hai sto benedetto pezzo di carta in mano e ai primi colloqui ti chiedono "Lei che cosa sa fare?".

Ma che Vi aspettate che vi chiedano il voto? O i soloni cattedratici che Vi hanno interrogato? Si richiede esperienza, possibilmente aggiornata e applicabile alla figura che il Vostro interlocutore richiede. Ci vuole pazienza, attenzione, fiuto e qualche caffè. Ma mai senza esagerare. Chi può inizi a lavorare ora. Unisca studio e lavoro. Faccia qualche sacirificio. Rinunci a qualcosa. A me ancora non so come andrà, ma è bene iniziare così. Lo Stato arriva fino ad un certo punto, poi non oltre.
Le leggi sul lavoro non produrranno un solo occupato in più.
Le leggi sul lavoro non produrranno un solo disoccupato in più.
Visitate accuratamente i Centri Servizi per il Lavoro della Vostra Provincia. Pronotate un colloquio con un responsabile e fateVi dare la Vostra "anagrafe lavorativa". E tanti, tanti, tanti, tanti consigli.

Per fortuna che Lo Stonato Vostro (sempre meno data le assenze continue, ma appena posso Vi saluto tutti) ha qualche cosa in cascina da poter mettere nero su bianco.

La ricerca prosegue. Sempre in cravatta, barba fatta, capelli corti, niente sigaretta prima di entrare ad un colloquio. Devo dimunuire il pane e la pasta che mi appesantiscono. E stare attento all'uso del computer e del cellulare.
Un buon "organizer" (o come si chiamano) sarebbe quello che ci vorrebbe. Adesso. Ma solo adesso però. Perchè poi non so a quanto servirà.
Forse servirà un biglietto d'aereo.
Ma questa opzione per ora la lasciamo da parte.
Un abbraccione, Lo Stonato


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16 dicembre 2008

LA DISFIDA DEL DUALE

Come cambia il governo di MedioBanca: poteri e potenti al Risiko finanziario. In rima.


Il Conquistatore, Cesare Geronzi: il fato s'avvera

Tra i sacri muri svettava
altera la sua testa bianca.
Fatti gli scongiuri
il fato s'avvera: Re di MedioBanca.
Da Roma arriva dopo tempi bui
mentre un dei bonzi tetro inveiva:
non sarà mica lui, non sarà Geronzi.

Il Rivale, Alberto Nagel: lo scempio fatale

Fu vera superbia
sentirsi protetto
lo scempio fatale.
Per troppa protervia
il giovin provetto
cascò sul duale.
Ma corra alla cassa
ritrovi il sorriso
che ora le manca.
E se non passa
non faccia l'inviso
e lasci la banca.

L'Outsider, Alessandro Profumo: che grande invenzione!

Per fargli un dispetto
l'avevan persuaso
di starsene fuori.
Ma visto l'oggetto pensò:
non è il caos di fare i signori.
E in un momento
fu cosa normale
cambiar di opinione.
Stupore, sgomento:
evviva il duale,
che grande invenzione!

Lo Straniero, Tarek Ben Ammar: si fan Generali

Lavora di fino
è uomo garbato
di buone maniere.
Un pò levantino
sebbene stimato
dal gran Cavaliere.
I soci francesi
al duce romano
son sempre leali:
passano i mesi
e loro pian pian
si fan Generali.

Il Misterioso, Mario Draghi: dal Banco Centrale

Dal Banco Centrale
tuonò da padrone
con perfido fare.
Se stai nel duale
le tante poltrone
puoi solo sognare.
Ma, ehi! di soppiatto
con vero ardimento
tornò al normale.
Ben fatto! Ben fatto!
Fu questo il commento
di Via Nazionale.

Il Professionista, PierGaetano Marchetti: si chiami il notaio!

Tra cose da fare
e tanti azionisti
si rischia il garbuglio.
Come evitare
il batti e ribatti
che già siam a luglio?
Pratiche e carte
bisogna cambiare:
Madonna che guaio!
Per far tutto ad arte
sù! basta indugiare:
si chiami il notaio.


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14 dicembre 2008

DE ANDRE' TALK

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De André Talk. Le interviste e gli articoli della stampa d'epoca
di Sassi Claudio, Pistarini Walter

Coniglio Editore


"Un uomo schivo, uno scrittore colto" un amico gioviale dalla dialettica affascinante: quale l'aspetto di De André che ha contribuito alla costruzione della sua immagine?

Certamente il talento e la cura per il suo lavoro sono gli elementi che hanno portato il cantautore genovese a diventare quel grande artista che continua a far innamorare di sé intere generazioni.

Eppure non basta, a chi vuole svelarne il mistero, conoscere il "personaggio pubblico". Leggere le sue lunghe conversazioni, quelle a cui si lasciava andare quando non si sentiva sotto i riflettori, aiuta a sciogliere alcuni nodi di una personalità complessa, eppure mai nebulosa.

Quando sembrava dimenticare che le sue parole sarebbero state lette dalla comunità di ammiratori che cresceva di anno in anno, De André si trasformava in un gran comunicatore e parlava con piacere dei suoi progetti, del mondo musicale italiano (aspre le critiche contro le manifestazioni canore, prima fra tutte Sanremo), ma anche di argomenti legati alla sua vita personale, come il trasferimento in Sardegna per dedicarsi ali'allevamento e all'agricoltura o il racconto dei difficili giorni del rapimento.

Il volume, inoltre, offre la riproduzione anastatica di numerosi articoli ormai introvabili.


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13 dicembre 2008

L'URLO DI MUNCH

Sabina Guzzanti dice in una intervista a "La Stampa" che Indro Montanelli ha avuto un solo merito: essere il maestro di Travaglio. Ho l'impressione che se Sabina Guzzanti conoscesse Seneca lo definirebbe solo il Maestro di Nerone. Ma non c'è pericolo.



L'urlo, o anche Il grido, è un celebre dipinto di Edvard Munch (titolo originario: Der Schrei der Natur, in tedesco "Il grido della natura").

Realizzato nel 1893 su cartone con olio, tempera e pastello, come per altre opere di Munch è stato dipinto in più versioni; quella collocata alla Nasjonalgalleriet di Oslo ha dimensioni 91 x 73,5 centimetri.

L'opera è un simbolo dell'angoscia e dello smarrimento che segnano tutta la vita del pittore norvegese. La scena rappresenta un'esperienza vera della vita dell'artista: mentre si trovava a passeggiare con degli amici su un ponte della città di Nordstrand, il suo animo venne pervaso dal terrore. Così descrive la scena lo stesso Munch con alcune righe scritte sul suo diario mentre era malato a Nizza:

 « Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo neroazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura... e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura. »
 

Si distinguono chiaramente sullo sfondo i due amici che si allontanano lungo il ponte, estranei al terrore che angosciava il loro compagno. Mentre la bocca spalancata sembra emettere dei suoni che sconvolgono il paesaggio, con delle linee curve, ma non la strada, l'unica consigliera e amica dell'uomo, testimonianza della freddezza di talune persone. Il volto deformato sembra un teschio; anche il corpo sembra essere privo di colonna vertebrale.

La funzione comunicativa prevalente individuata nel dipinto attraverso la lettura dell'opera è espressiva. L'uso del colore e gli accostamenti cromatici associati a lunghe pennellate tese a deformare i soggetti rappresentati suggeriscono uno stato emotivo di angoscia. L'associazione delle linee ondulate con le linee diagonali crea un senso di dinamicità che provoca tensione nell'osservatore. L'uso della luce contribuisce a far scaturire nell'osservatore un senso di inquietudine poiché conferisce il senso dell'immediatezza dell'evento rappresentato, colpendo la figura principale frontalmente come se venisse illuminata dalla luce di un flash. Anche la composizione degli elementi costitutivi del quadro è orientata a sottolineare l'aspetto espressivo dell'opera mettendo in primo piano il soggetto che emette l'urlo, staccandolo dallo sfondo attraverso la frapposizione dell'elemento ponte.

Tale visione di Munch non va solo letta sul piano introspettivo, poiché può essere stato in parte un fenomeno naturale realmente accaduto a causa dell'eruzione vulcanica del Krakatoa i cui effetti di luci sono stati visibili sino in Norvegia.

Il 31 agosto 2006, la polizia norvegese ha recuperato la versione ospitata al Museo Munch, ad Oslo, che era stata rubata il 22 agosto del 2004 assieme alla Madonna dello stesso autore. Nonostante entrambi i dipinti fossero danneggiati dall'umidità, il direttore del museo di Munch, Ingebjørg Ydstie, ha dichiarato possibile il restauro. Concluso il restauro, il 23 maggio 2008 le due opere restaurate sono tornate in esposizione.


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10 dicembre 2008

LA NEMESI

LA NEMESI
A pagina 4




Antonio Bassolino, Governatore della Regione Campania


Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli


Renato Soru, governatore della Regione Sardegna


Marta Vincenzi, sindaco di Genova


Leonardo Domenici, sindaco di Firenze


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8 dicembre 2008

"CHINESE DEMOCRACY" - IL RITORNO DEI GUNS N' ROSES

Guns N' Roses - Chinese Democracy















"CHINESE DEMOCRACY"
IL RITORNO DEI GUNS N' ROSES


Possiamo girarci attorno. Possiamo far finta di nulla, chiudere gli occhi e fingere che non stia accadendo alcunché.
Possiamo credere che, quello che sta avvenendo nel mondo della musica in questi giorni sia qualcosa di assolutamente marginale e senza importanza.

Tuttavia, è opportuno cercare di dare riscontro ad una precisa domanda, con onesta sincerità.
Qual è l’album che, più di tutti, negli ultimi quindici anni è stato atteso, chiacchierato, annunciato, rimandato e mitizzato in ambito rock, ma non solo? Qual è il disco di cui tutti conoscevano il nome ed alcuni stralci, ma che sembrava destinato a divenire affare mitologico e fantasioso, al pari dello Yeti, del mostro di Lochness e dell’area 51?

La risposta l’avete trovata da soli e se non l’avete trovata, beh, leggete il titolo di questa recensione…
Già, perché come riportato qualche giorno fa da un importante quotidiano nazionale, la cosa è grossa.

Miracolo, tornano i Guns n’Roses, era il titolo.
Roba da far tremare le gambe, da sconvolgere le charts di tutto il globo ma soprattutto, da annegare di moneta sonante il buon Axl Rose, unico membro rimasto della formazione che fu (insieme al tastierista Dizzy Reed), vero artefice e burattinaio di questo gigantesco carrozzone mediatico.

Continua...

7 dicembre 2008

LO STRANO CASO DI FEDERICO II DI SVEVIA

Lo strano caso di Federico II di Svevia
Un mito medievale nella cultura di massa

di Marco Brando

Palomar



Cosa c’entrano Bossi o D’Alema, Berlusconi o Rutelli con Federico II di Svevia, un imperatore medievale scomparso quasi da ottocento anni? Perché il suo nome ricorre ancora nel dibattito politico italiano?

Cosa hanno a che fare con Federico II personaggi come Hitler o Mussolini? Perché c’entra la stessa Resistenza contro i nazifascisti?

Per quale motivo al giorno d’oggi il sovrano di sangue tedesco è adorato dai pugliesi, è solo “stimato” dagli altri meridionali, è considerato ancora un nemico dal resto degli italiani ed è quasi uno sconosciuto tra gli europei di lingua tedesca?

“Lo strano caso di Federico II di Svevia” è il nuovo libro scritto dal giornalista Marco Brando.

La prefazione è di Raffaele Licinio e la postfazione è di Franco Cardini, noti storici del Medioevo. Il volume è stato pubblicato nell’ottobre del 2008 dalla casa editrice Palomar, nella collana “altreStorie”.

6 dicembre 2008

IL BACIO

Qualcuno soffia sul fuoco della (non già merivigliosa) economia italiana. Occhio: poi con la brace ci si sporca le mani e si capisce chi soffiava.

Berlusconi è invidioso del Partito Democratico, la più bella fiction degli ultimi anni. E lui non è riuscito a produrla.

Vorrei produrre una serie televisiva sullo stato della magistratura in Italia. Con Monica Bellucci nel ruolo di un sexy procuratore capo della repubblica di Milano.



"Il bacio" è un dipinto ad olio su tela di cm 180 x 180 realizzato nel 1907-08 dal pittore austriaco Gustav Klimt.

Quest'opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) in color oro sullo sfondo.

L'uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul 'prato' tra i fiori e sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente.

Malgrado questo, è possibile notare la posizione di sottomissione della donna, dovuta in effetti al fatto che sia in ginocchio. Solo la faccia e le braccia dei personaggi sono realistiche, il resto del quadro è formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati.

La faccia della donna è racchiusa fra le mani del maschio, il quale ha il braccio della femmina sul collo. Klimt ha vestito, ed è curioso da notare, i suoi personaggi con la lunga tunica che era solito portare.

La coppia è contornata da un ovale, probabilmente un simbolo fallico. Nella parte di oro che ricopre l'uomo vi sono figure rettangolari e in bianco e nero simboleggianti l'organo sessuale maschile, mentre la donna sembra essere punteggiata con mazzi di fiori ed è caratterizzata da forme rotondeggianti e prive di ogni possibile spigolo, simbolo dell'organo sessuale femminile.

L'opera è esposta al Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.


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5 dicembre 2008

ALLARME ROSSO

ALLARME ROSSO


di Pierluigi Battista

L'Espresso è un settimanale prestigioso che non ha mai camuffato la sua anima progressista e di sinistra: per questo assume un significato particolare quel titolo-choc, «Compagni spa», che campeggia sulla copertina del suo ultimo numero.

Organo di punta della polemica anti- berlusconiana, allergico culturalmente e antropologicamente a tutto ciò che nell'Italia e nel mondo porti con sé un sentore di «destra», il giornale ora diretto da Daniela Hamaui ha scelto di non chiudere gli occhi sulle brutture che deturpano le vicinanze di casa.

Recentemente ha rivelato i dati che denunciano la deriva oligarchico- corporativa in cui appare prigioniera la «casta » sindacale.
Ora denuncia gli «intrallazzi», specchio di un invasivo e arrogante «potere dei comitati d'affari» in cui si stanno inabissando le giunte di sinistra, da Napoli a Firenze, da Genova a Perugia, da Crotone a Trento, dall'Aquila a Foggia.

Un esempio raro di giornalismo libero: schierato ma refrattario all'omertà di schieramento, di parte ma capace di non occultare, nella foga della battaglia politica, i vizi che albergano nei partiti idealmente più vicini.

Una lezione. E un allarme: un allarme rosso.

Un allarme per quel clima mefitico di sospetti, pratiche spregiudicate, relazioni pericolose, favoritismi, uso disinvolto delle regole che sembrano dilagare sulle giunte di sinistra, messe oramai nelle condizioni di non poter più decentemente rivendicare anche solo la parvenza di quella «diversità» rispetto all'avversario esibita in passato con smisurato orgoglio.

Una condizione prossima alla rottura, a cominciare dalla città-simbolo di questo sprofondamento, Napoli, che ha strappato al presidente della Repubblica Napolitano l'angosciata esortazione a «reagire all'impoverimento della politica» che affligge le amministrazioni del Mezzogiorno in particolare.

Una fonte di ansia e di allarme che ha indotto un costituzionalista certo mai indulgente con il centrodestra come Gustavo Zagrebelsky, a denunciare in un'intervista al Corriere l'infiltrazione di una nuova «questione morale» nel corpo periferico del Pd.

E ha spinto Oscar Luigi Scalfaro alla richiesta di una pulizia tempestiva e radicale, anticipando le sempre più incombenti voci di devastanti terremoti giudiziari.

La risposta meno efficace e più controproducente a questo accavallarsi di moniti e di avvertimenti sarebbe l'adozione di una strategia della minimizzazione, come sembra affiorare dalle parole di Luciano Violante consegnate al Riformista.

E invece un'opposizione debole e messa all'angolo da un'inedita e velenosa «questione morale» rappresenterebbe lo scenario peggiore in un'Italia squassata dalla crisi e in presenza, per la prima volta dall'aprile scorso, di una regressione nella vasta messe di consensi accumulata dal governo.

L'allarme rosso ha raggiunto oramai il livello di guardia e svanisce l'illusione di riaggiustare gli strappi confidando nelle virtù risanatrici del tempo che passa e cicatrizza ogni ferita. Se si persistesse in questa illusione, il senso di drammatica urgenza di una svolta ispirerebbe il terrore dell'abisso. Qualcosa di molto più grave della copertina di un giornale.


5 dicembre 2008 - Corriere della Sera


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